Alveo

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àl-ve-o

SignIncavo del terreno occupato da un corso o da uno specchio d'acqua

dal latino alveus 'recipiente, letto di un fiume', affine ad alvus 'ventre, parte interna'.

Per usare la lingua in maniera potente non è sempre necessario rifarsi a immagini cervellotiche: sono spesso i richiami a elementi naturali consueti a sviluppare i significati con più smalto. È il caso dell'alveo, che oltretutto ci rivela alcune associazioni di idee davvero primitive e profonde.

Si sa: l'alveo è la cavità del terreno in cui scorre un fiume o un torrente, o in cui si allarga un lago. Questo termine scaturisce in latino in stretto legame con l'alvo, cioè il ventre, la parte interna del corpo: l'uomo misura di tutte le cose ha rivisto nella cavità scavata e occupata dalle acque il proprio corpo. Si può quindi parlare dell'alveo del fiume scoperto dalla magra, dell'alveo abbandonato conquistato dalle piante, delle case affacciate sul vasto alveo del lago. Ma tenendo un piede nel latino può anche essere il cavo di un recipiente, e si può anche parlare dell'alveo vuoto della piscina, dell'alveo rotondo della brocca, dell'alveo marmoreo del grosso mortaio.

Figuratamente, l'alveo diventa l'ambito: la geometria che accoglie l'acqua, specie il suo flusso, diventa il solco in cui qualcosa è ricondotto e scorre. Il romanzo si riporta nell'alveo del realismo magico, la ricetta è pescata nell'alveo della tradizione culinaria, la parola si scava un nuovo alveo di significato.

Capiamo allora che è una parola di una portata davvero notevole, e alla portata di ogni discorso.

Parola pubblicata il 23 Dicembre 2016

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