Assimilare

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as-si-mi-là-re (io as-sì-mi-lo)

SignConsiderare come simile; rendere simile; assorbire

dal latino: assimilare rendere simile, composto di ad a e similis simile.

I concetti espressi da questa parola, pur se originati dal medesimo ceppo, sono due.

Il primo ci racconta un assimilare che è avvicinare, assomigliare, considerare simile: si può far notare che due fatti di cronaca a prima vista analoghi non possono essere assimilati, il legislatore può assimilare gli e-book ai libri cartacei per quanto riguarda l'IVA, e l'amico ricercatore, a forza di studiare la fauna dei boschi, si è assimilato agli umbratili daini.

Il secondo, invece, considera l'assimilazione in quanto assorbimento di sostanze da parte di un organismo: come notavano Democrito e Anassagora con le loro teorie sugli atomi e sui semi, anche se nel cibo non ci sono capelli (non ci dovrebbero essere, diciamo), noi mangiandolo permettiamo ai nostri capelli di crescere. In altre parole, il pane viene digerito e reso simile alle diverse parti del nostro corpo che andrà a comporre.

È facile intendere come questo significato possa essere impiegato in senso figurato: ciò che assimiliamo diventa parte di noi - ed è quindi qualcosa che dominiamo. Si parla quindi dell'assimilazione delle vette di un sapere scientifico, del fatto che non esiste vera assimilazione di una nozione senza ragionamento critico, di quanto sia importante assimilare bene le basi.

Una parola bella e fine.

Parola pubblicata il 17 Giugno 2014

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