Bucato

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bu-cà-to

SignForato; lavaggio dei panni, panni da lavare

Nel primo significato, participio passato di bucare; nei secondi, dall'ipotetica voce francona bukon 'fare il bucato'.

Fare il bucato ha qualcosa a che fare col bucato nel senso di forato? Forse che facendo il bucato si rischia di bucare i vestiti? Molti se lo domandano, e la risposta è semplice: no.

Il bucato-forato è il participio passato del verbo bucare, che deriva da 'buco', la cui etimologia è fra le più oscure. È un attributo pronto, comune, la cui importanza sta proprio nella frequenza d'uso - che ad esempio ha esteso il suo significato a comprendere il drogato, bucato per antonomasia (giacché, nei casi peggiori, si inietta la droga in vena).

Invece il bucato 'lavanderistico' ha un'origine germanica, e giunge a noi al tramonto dell'Impero romano proprio descrivendo il trattamento di lavaggio e sbiancatura dei panni con la liscivia di cenere. Oggi descrive sia l'atto del lavare i panni (per cui, appunto, si fa il bucato), sia il mucchio di panni da lavare (pensiamo al cesto del bucato) o già lavati (col caldo, il bucato si asciuga subito). Una parola la cui quotidiana diffusione ci dà la bella misura storica dei contatti fra popoli antichi: ricordiamo che lo stesso termine 'sapone' ha un'origine germanica. Secondo le fonti tradizionali erano i Galli a usarlo, per pulirsi i capelli (e in qualche modo tingerseli di rosso).

Parola pubblicata il 02 Luglio 2016

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