Scampo

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scàm-po

SignAtto dello scampare; salvezza da un male o da un pericolo imminente

derivato a suffisso zero di scampare, a sua volta composto parasintetico di campo, col prefisso s- che indica allontanamento.

Qualcuno si domanderà se lo scampo-salvezza abbia una radice in comune con lo scampo-crostaceo. Ebbene, potrà stupire... ma no, scherzo, nessun nesso. Questo fascinoso samurai del mare trae il suo nome dal greco kàmpe, ossia 'bruco', che probabilmente è dal verbo kàmptein, 'incurvare' - e descrive quindi, letteralmente, un animale curvo.

Il verbo 'scampare', invece, da cui scaturisce l'altro 'scampo', descrive propriamente l'atto dell'allontanarsi dal campo (di battaglia), e quindi quello di cercare - e si spera trovare - salvezza.

'Scampo' è un derivato cosiddetto "a suffisso zero", del tutto simile al suo defunto omologo 'scampamento', che invece un suffisso l'aveva. Appartiene ad un registro abbastanza sostenuto, e indica tanto l'atto dello scampare quanto il modo in cui si scampa (due sfumature embricate ma distinte), e si presta bene all'ironia dell'iperbole. Così lo studente cerca scampo dall'interrogazione accampando scuse, si è confortati dalle analisi che escludono malattie che non danno scampo, e dopo la decima chiamata a cui non hai risposto sai di non avere scampo.

Una parola pronta e facilmente spendibile, forte di un'immagine davvero intensa.

Parola pubblicata il 10 Maggio 2017

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