Conforto

con-fòr-to

Sostegno, consolazione

dal latino: confortare rendere forte, composto di con- e fortis forte.

Vediamo il conforto come la consolazione che ristora le ferite della vita, che ne molce le cure. E davvero il conforto prestato con spirito di solidarietà, con spirito di amore - agente che rimette in piedi - rafforza la persona.

Siamo abituati a sentire questa radice nel "comfort", comodità lontanissima dal rafforzare alcunché - anzi prossima a rammollire: il conforto, al contrario di quel che parrebbe, non è una semplice carezza, un palliativo che fa star bene, un piacere edonistico. Il conforto può essere perfino la spiacevole rivelazione di come stanno davvero le cose, la messa in luce di errori che sono nostri, una martellata che ti schianta sull'incudine - ma però giunto a un'azione fertile di costruzione, di proposta, come quella del bastone che regga la pianta scoperta debole. Solo così il conforto risponde alla sua vocazione di render forte.

Meno profondamente ma in maniera comunque gradevole, il conforto resta il corroborante, il piacevole che tira su.

Parola pubblicata il 24 Dicembre 2011

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