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Shopping

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sciòpping

SignIl giro di negozio in negozio per fare acquisti

voce inglese, deverbale di to shop ‘comperare’

Appassionati di acquisti oppure no, che ci piaccia farlo online comodamente da casa o che ancora non riusciamo a rinunciare a vedere coi nostri occhi e a misurare gli oggetti che scegliamo, ormai moltissimi di noi usano questo anglicismo per riferirsi proprio all’azione di fare compere. Mentre però nella lingua di origine i termini shop e shopping hanno un uso ampio e non sempre specifico, includendo dalla spesa quotidiana di beni di prima necessità come gli alimentari all’acquisto di altri prodotti vari ed eventuali, in italiano la parola si impone soprattutto con riferimento ad indumenti e accessori, richiamando forse quasi più il piacere di spendere un po’ di soldi e togliersi uno sfizio piuttosto che l’utilità dell’oggetto comprato.

E in effetti lo shopping non consiste soltanto nell’acquisto in sé, ma spesso implica un vero e proprio rito: ad esso si dedica come minimo mezza giornata, solitamente in piacevole compagnia, in cui si passa da un negozio all’altro soprattutto per valutare e condividere idee su questo o quell’altro capo o articolo, e non importa se alla fine di un lungo percorso mi ritrovo tra le mani una o venti buste, concluderò comunque il tour de force al tavolino di un bar per aggiungere ancora quattro chiacchiere e fare con calma il resoconto della giornata.

Lo shopping è quindi spesso un’azione di tipo sociale, e non a caso nei nostri dizionari ci sono anche ingressi più recenti che dimostrano questa tendenza: lo shopping centre è pensato proprio per concentrare il maggior numero di negozi in uno spazio ristretto in modo che una volta lì tutto sia a portata di mano e che si incontrino persone che condividono la nostra passione; la shopping mania ci rapisce quando questa passione diventa un’ossessione, facendoci diventare shopaholic; e su Internet hanno impiegato poco ad introdurre il social shopping, ovvero quel commercio elettronico basato sulla collaborazione tra i vari utenti, che si scambiano pareri e consigli su un determinato prodotto o servizio o che addirittura si raggruppano per ottenere sconti e prezzi vantaggiosi. Insomma, un prestito produttivo con sfumature che vanno dal frivolo al patologico, e che i tempi di crisi non hanno a quanto pare ancora contribuito ad indebolire.

Con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, a venerdì alterni sviscereremo un nuovo anglicismo.

Parola pubblicata il 06 Luglio 2018

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