Strame

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strà-me

SignPaglia, fieno, usati come alimento o lettiera per il bestiame

dal latino stramen, da stèrnere 'distendere'.

Nei suoi usi concreti è difficile che questa parola esca dal perimetro della stalla. Però è forte di un'immagine davvero suggestiva, e gli usi figurati che permette (per quanto limitati) sono particolarmente interessanti.

Nasce dal latino sternere, cioè, in questo caso, 'distendere'. E in effetti ci parla proprio della paglia, del fieno, delle erbe secche che, disposte a terra, servono ora da foraggio ora da lettiera per il bestiame - e per meglio comprendere, non è peregrino osservare che il participio passato di sternere è stratus.

Siamo quindi davanti a uno strato di paglia sparsa al suolo nella stalla a far da cibo e letto alle mucche: così fare strame di qualcosa o di qualcuno significa distruggerlo, abbatterlo, annichilirlo nella più bassa umiliazione - senza possibilità di reazione. Il professore fa strame della tesi, il responsabile fa pubblicamente strame del progetto che abbiamo proposto, l'innovazione tecnologica fa strame delle imprese tradizionali, il precipitoso intervento centrale fa strame delle competenze locali.

Dalla calma della prima immagine scaturisce così un significato intenso, talvolta di prevaricazione, sempre di netto sprezzo; certo è un uso piuttosto fine, ma come ogni spezia forte richiede proprietà.

Parola pubblicata il 28 Giugno 2017

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