Agognare

a-go-gnà-re (io a-gó-gno)

Desiderare ardentemente, aspirare

attraverso l'ipotetica voce latina agoniare, dal greco agoniân 'lottare, sforzarsi, stare in ansia'.

L'agognare non è un desiderare dei più sereni, nemmeno dei più limpidi, anzi il suo ardore brucia d'ansia, se non d'angoscia. Ma comunque è forte e diretto, e non ha le tortuosità riflesse dell'ambire. S'intende bene il suo carattere osservando gli altri frutti di questo ramo etimologico, in particolare (più che l'agonia) l'agone, l'agonismo. Lontano dal vago affanno dell'anelito e dalla verticalità slanciata dell'aspirazione, l'agognare tende i muscoli e li sforza, tende la mente e la intorbida. Nella nuvola di parole che variamente significano il desiderio, è quella che porta il segno più marcato della vera lotta, del combattimento preoccupato.

Il collega conquista l'agognata promozione a un prezzo tanto alto, agogniamo tanto il riposo da arrivarci del tutto sfibrati, e la compagna del liceo che agognava una ricchezza rapida finisce a fare la truffatrice. Si tratta di un verbo transitivo, ma non è affatto escluso che si possa agognare al successo.

Parola blandamente ricercata, ed eccezionalmente forte. Peralto alcuni di noi possono ricordare con chiarezza la prima volta non che hanno udito questo verbo, ma che hanno domandato ai grandi che cosa volesse dire: "Si narra che un dì l'Inghilterra fiorì/ di audaci cavalier/ il buon re morì senza eredi e così/ agognaron tutti al poter."

Parola pubblicata il 14 Agosto 2018

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