Annaspare

an-na-spà-re (io an-nà-spo)

Agitarsi in maniera confusa, come cercando un appiglio; confondersi, esprimersi malamente

da inaspare, composto di aspo.

Una parola che desta meraviglia per via dei suoi natali... tessili. Annaspare, propriamente, significa infatti arrotolare sull'aspo, cioè sul supporto che regge la matassa di filo.

Ora, immaginiamo il movimento delle braccia nell'arrotolare un filo su un asse orizzontale: quello è il movimento dell'annaspare, che somiglia al movimento confuso di chi cerchi un appiglio. Perciò annaspa nell'acqua chi non sa nuotare, annaspa chi gesticola cercando di farsi intendere, e figuratamente annaspa lo studente nella risoluzione del problema difficile, o nel discorso chi tenta di trovare le parole giuste.

Questa parola ci dà uno scorcio esemplare sulla genesi delle nostre espressioni linguistiche: da un gesto noto e comune - ai tempi - come quello di chi arrotola una matassa, scaturisce un significato figurato che col tempo finisce per essere l'unico ad essere usato: chi mai sa neppure che cosa sia un aspo, chi ce lo ha presente?

L'annaspare rimane una parola che come poche altre ci dà la dimensione di un'eredità delle nostre ave, di un bagaglio culturale non nostro, ma che riceviamo per tradizione, ricco della forza fisica di un gesto quotidiano ormai dimenticato.

Parola pubblicata il 11 Gennaio 2015

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