Bastardo

ba-stàr-do

Ibrido; figlio illegittimo; diverso; cattivo

dal francese antico: bastard, di etimo incerto.

Questa parola ha un vero arsenale di significati, ma possiamo notare come tutti discendano dall'immagine della corruzione della linea di sangue pura: così come il figlio bastardo è quello nato fuori del matrimonio, il cane bastardo sarà quello nato fuori dal lignaggio di razza, un'arma bastarda avrà dimensioni o calibri non canonici - come pure un carattere tipografico, o uno strumento musicale. Il tono principale resta però quello dispregiativo, infatti è di per sé una generica offesa: la purezza del sangue è stato un valore culturalmente molto rilevante, anche se oggi ha perso completamente di senso - e anzi, i titoli di sangue ci fanno sorridere.

Volendo avere un occhio pratico e positivo, il bastardo possiede invece delle qualità evidenti: ciò che nasce da un incrocio è più vitale, più energico, più forte di ciò che è conservato in una purezza rimescolata solo in sé stessa; il bastardo è ciò che nasce dal confronto - fra persone, razze, esigenze diverse - e perciò possiede uno smalto, una fibra, (forse un'accortezza ) geneticamente superiore, di più solida salute; il bastardo è ciò che, tralignando, ha cambiato, ha rimescolato la realtà precedente, è insomma un'innovazione che ha tutta la carica della giovinezza.

E noi Italiani, nella miriade di dialetti della nostra nazione e con la nostra storia di occupazioni e aperture al mare, possiamo forse apprezzare con eccezionale varietà quale sia la caratura e la vitalità di una lingua comune splendidamente imbastardita.

Parola pubblicata il 14 Maggio 2012

Commenti