Bordone

Le parole della musica

bor-dó-ne

Significato   Canna, palo, bastone (dei pellegrini). In musica: canna, o corda, di alcuni strumenti; registro d’organo; voce inferiore nella polifonia antica. Penna d’uccello appena spuntata

Etimologia   nel primo significato, dal latino burdone(m) 'bardotto', derivato di burdus 'mulo', animale da soma, continuato con l’uso metaforico di 'sostegno, bastone'. Nel secondo significato, prestito dal francese bourdon, che indica anche un insetto ronzante, come estensione metaforica di 'rumore grave continuo', sempre derivato da 'trave di sostegno', paragonando figuratamente un pedale armonico basso a un sostegno fisso della melodia.

Nel cuore della vecchia Europa il termine bordone è attestato intorno al XIV secolo, dove è largamente presente in varianti linguistiche più o meno simili.

Il concetto di ‘sostegno’ è il nucleo di questa parola, derivata dall’antico nome del mulo, per l’importante ruolo di bestia da soma svolto dal nobile animale nelle società antropiche. Da questa funzione peculiare (e forse proprio dal suo riflesso in ambito musicale) viene l’espressione ‘tenere il bordone a qualcuno’, dando manforte, sostenendo un compare, o un superiore, anche in imprese poco pulite. Invece il bordone che si trova nell'espressione 'far venire i bordoni', che ha il significato ampio di far rabbrividire, far venire la pelle d'oca, è una parola omografa che indica la penna d'uccello che inizia a spuntare, di origine incerta.

Ma parliamo di musica. Come registro d’organo è tra i più antichi e più belli, ed è sopravvissuto sino a oggi; il primo registro di bordone di cui si ha notizia sembra che fosse quello di un organo tedesco del 1361. Per inciso, i registri d’organo, mediante un dispositivo meccanico, consentono di variare la timbrica dello strumento impiegando canne differenti, anche a diverse altezze, come fosse la strumentazione di un’orchestra.
Nel 1390 circa, abbiamo testimonianza della pratica musicale di ‘tener bordone’ da Giovanni da Prato:

«Prestamente con piacere di tutti […], due fanciulle cominciarono una ballata a cantare, tenendo loro bordone Biagio di Sernello».

Il bordone è anche la canna che produce un suono continuo, in alcuni strumenti a fiato, accompagnando la melodia che l’esecutore suonerà su un’altra canna dello stesso strumento. Sono numerosi gli aerofoni dotati di bordoni, strumenti presenti nelle culture di tante regioni del mondo: zampogne, launeddas, cornamuse. Nella raffigurazione pittorica qui proposta, di Hendrick ter Brugghen, possiamo vederne una a due bordoni (sono le canne più lunghe e senza fori).

Negli strumenti a corda il bordone può vibrare invece ‘per simpatia’ con le corde tastate o suonate dall’arco, aggiungendo armonici e dolcezza timbrica, come l’antica crotta o la viola di bordone.
Le ‘corde di bordone’ sono anche quelle della ghironda.

Sfregate da un disco azionato da una manovella, producono un suono continuo di accompagnamento. Oppure sono chiamate così le corde lunghe, non tastate e sporgenti fuori dal manico, che emettono a vuoto i suoni più gravi della tiorba, detta anche chitarrone, magnifico strumento che nacque probabilmente in Italia. Le corde del liuto, o ‘cori’, si chiamano, dalla più acuta alla più bassa: canto, sottana, mezzana, tenore, bordone e basso.

Ricapitolando: in musica il ‘bordone’ è sempre stato associato al registro grave: le corde più basse della ghironda, i suoni ronzanti della cornamusa, le parti principali inferiori di una composizione vocale (fauxbourdon o ‘falso bordone’ tardomedievale, in cui la melodia è invece cantata dalla parte acuta), o le canne di un organo oltre il normale ambito di estensione in basso. Il basso, infatti, ha avuto sempre un ruolo fondamentale nella musica, sin dai tempi più remoti; è il fondamento dell’armonia.

A cominciare dal Rinascimento, il falso bordone poteva significare anche una sorta di declamato polifonico della pratica musicale ecclesiastica. I testi liturgici particolarmente lunghi venivano ‘cantillati’ polifonicamente (indicativamente: un accordo ribattuto per ogni sillaba), a volte su formule già esistenti, costruite sui modi gregoriani, come i Falsi bordoni per cantar salmi di Giammatteo Asola, o questo di un Anonimo del Seicento.

Oggi, 22 novembre, ricorre la festa di Santa Cecilia, patrona della musica e, per chi crede, possiamo chiedere il Suo sostegno per la nostra bella arte dei suoni. Che la buona Musica possa accompagnare come un ‘vero bordone’ la vita di coloro che l’ascoltano, o la praticano, con passione!

Parola pubblicata il 22 Novembre 2020

Le parole della musica - con Antonella Nigro

La vena musicale percorre con forza l'italiano, in un modo non sempre semplice da capire: parole del lessico musicale che pensiamo quotidianamente, o che mostrano una speciale poesia. Una domenica su due, vediamo che cos'è la musica per la lingua nazionale