Brandire

bran-dì-re (io bran-dì-sco)

Impugnare e muovere un'arma per minaccia od offesa

da brando 'spada', che è dal germanico brand 'tizzone'.

'Brandire' non è una parola così rara. E invece 'brando' sì, ma è il brando che va capito, per capire il brandire.

Nel lessico poetico significa 'spada', e la sua origine è delle più fascinose. Deriva dalla voce germanica (ipotetica, non attestata) brand, col significato di 'tizzone': lo splendore scintillante del tizzone ardente viene accostato per analogia a quello della lama lucida che barbaglia, e così il brando diventa la spada. E sì, se qualcuno se lo stesse domandando, l'origine è la medesima del 'brand', noto sinonimo anglosassone di 'marchio', che originariamente è un marchio a fuoco.

Tornando al brandire, questo verbo descrive giusto il gesto dell'impugnare e del muovere, agitare un'arma - in specie, manco a dirlo, una spada. La pulizia dell'immagine è sorprendente: in pratica il brandire è uno 'spadare'. Ed è un gesto rapido, possente, vigoroso, che precede appena l'offesa, e che ovviamente possiamo evocare anche parlando di armi improprie o in senso figurato. Salviamo il ragno quando la mamma già brandisce la ciabatta, i bambini giocano brandendo manici di scopa, i commensali attendono il primo brandendo le forchette, ma si possono anche far valere i propri diritti brandendo il contratto, e davanti alle istituzioni si avanza una richiesta brandendo i fogli con le centinaia di firme che la sostengono.

Una parola dall'immagine intensa, che dà un colore vigoroso alla frase.

Parola pubblicata il 14 Novembre 2017

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