Bruma

brù-ma

Periodo invernale; nebbia

dal latino: bruma solstizio d'inverno, contrazione del superlativo brevissima (dies) giorno brevissimo, attraverso un'ipotetica forma brevima. Il significato di foschia giunge dal francese: brume.

Di solito questa parola viene usata come sinonimo ricercato di nebbia; ma nasconde ben di più.

Nasce indicando il periodo più buio dell'anno, e per estensione un periodo invernale - dato che in latino [bruma] era il giorno del solstizio d'inverno, il più breve. Poi l'uso francese ha influenzato quello italiano, portandola ad ampliare ulteriormente il suo significato verso quello di nebbia - significato che oggi ha quasi del tutto soppiantato l'originale. È un ampliamento intuitivo: il nome di una stagione passa ad indicare ciò che si vede in quella stagione.

Non è particolarmente importante che il significato di "periodo invernale" torni in voga; è invece importante mantenere il nesso fra la bruma-nebbia e l'inverno: la nebbia ci può essere anche nelle mattine d'aprile, o durante le tiepide piogge di ottobre - ma non si tratta di bruma. La bruma è la nebbia fredda e pesante di dicembre e di gennaio, un'orzata sospesa in aria, che i raggi del sole sono troppo deboli per dissipare.

Nota a margine: "bruma" avrebbe anche un altro significato. È il nome genericamente dato agli organismi marini che vivono attaccati agli scafi dei natanti - la cui origine è forse da ricercare nel greco: [broma], che fra i suoi significati ha quello di "corrosione". Ma si tratta comunque di un uso di nicchia.

Parola pubblicata il 23 Dicembre 2013

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