Camarilla

ca-ma-rìl-la

Gabinetto dei monarchi spagnoli; piccolo gruppo che esercita un potere o un'influenza politica

dallo spagnolo: camarilla, diminutivo di camara camera.

Parola aggraziatissima che purtroppo avrebbe spesso occasione d'essere usata.

Si tratta di un gruppo di pressione a carattere precipuamente politico - e in questo si differenzierebbe dalle lobby, gruppi di pressione che si fondano invece su un'unità di intessi principalmente economici. Ha in sé la forza connotativa del potere e della corruzione della vecchia nobiltà spagnola: ampi ovattati saloni, in penombra, con drappi di broccato sulle poltrone e alle pareti grandissimi quadri dipinti ad olio del re a cavallo, del re in armatura, e intorno al largo tavolo di legno lucido e massiccio, immobili nelle plastiche masse dei rigidi velluti di cui son vestiti, il sovrano, i consiglieri, i cugini, i cardinali, che a voce bassa e con modi raffinati decidono le sorti della Spagna e del mondo.

Così le forze della Direzione Investigativa Antimafia irromperanno screanzatamente nella casa, segnando la fine di una camarilla mafiosa con gli scatti metallici e irrevocabili delle manette; così la camarilla di politici e banchieri, riunita ironicamente in qualche palazzo istituzionale, rimarrà ammutolita dal profilarsi di una situazione che è sfuggita di mano, di un potere assoluto che si svela evanescente, che non hanno usato con parsimonia; e parimenti la titanica decisione sul film da vedere (è la sera della festa del cuginetto che compie otto anni) verrà affrontata e risolta da una camarilla di bambini - non compassatissima - scegliendo Harry Potter.

Parola pubblicata il 25 Settembre 2011

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