Capitolare

ca-pi-to-là-re (io ca-pì-to-lo)

Trattare la resa col nemico

dal latino medievale capitulare, derivato da capitulum capitolo; nel caso, capitolo di un accordo.

A partire dai più elementari studi di storia, tutti abbiamo nel nostro bagaglio questa parola: capitolare significa arrendersi, aprire le trattative col nemico da una posizione di resa. L'origine di questa parola però non ha niente a che fare col capitombolo, e in generale con la caduta - come invece si potrebbe pensare. Ha a che fare proprio con la trattativa.

Capitolare, infatti, vuol dire stendere una capitolazione, cioè una convenzione articolata in capitoli. La città che capìtola è quindi la città che materialmente firma i termini della resa. Ma non è una parola buona solo per gli assedi vittoriosi. Può farci capitolare il venditore di contratti porta a porta, l'amministrazione può capitolare davanti a una pressante richiesta dei cittadini, e gli studenti, tentata la resistenza verso i compiti assegnati, capitolano.

Una parola che ha certo il colore della sconfitta, ma di una sconfitta composta - penna in mano.

Parola pubblicata il 18 Novembre 2014

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