Constare

con-stà-re (io còn-sto)

Essere costituito, composto; risultare

voce dotta recuperata dal latino constare, derivato di stare con prefisso con-.

Che parola elegante, e come è evidente la sua composizione di 'con-' e 'stare'! Mica come nel 'costare' e nel 'consistere', che pure sono fave dello stesso baccello.

Ora, il constare latino ci parlava in maniera più chiara di uno 'stare'. Era innanzitutto uno stare fermo, un persistere, con una certa dose di incrollabilità e padronanza: spesso il prefisso 'con' ci racconta un 'insieme' nel senso di una situazione unitaria, tenuta insieme, sorretta e partecipata, e il constare prendeva il profilo di uno 'star saldo nonostante'. Un verbo di grande fisicità.

La mantiene nelle estensioni di significato che già in latino iniziano a profilarsi e di cui consta (!) il nostro 'constare'. C'è un'affinità profonda fra lo stare insieme e l'essere composto: è un concetto di formazione, che vale sia come schema, sia come fondamento e generazione, e che possiamo sintetizzare in un'immagine; il fortino dei pirati della Lego consta di un certo numero di pezzi, che stanno insieme e di cui è composto. C'è anche un'affinità magnifica fra lo stare insieme e il risultare, l'esser noto: se dico che a ciò che mi consta avrei diritto a un bollino in più, o che consta il comportamento sleale che ho tenuto durante la gara, il fatto noto o che emerge (che consta) sta con noi, è presente, è parte della situazione.

Dando un'occhiata al costare, ha perso la 'n' (che in effetti intoppa e insieme impreziosice la pronuncia del 'constare') per via popolare: non è stato ripreso dalle fonti latine nel Trecento, è emerso per iscritto nel Duecento dopo un uso ininterrotto — in cui curiosamente è stato selezionato, del constare latino delle origini, il significato particolare di 'valere', la cui derivazione da uno 'stare fermo' ha un tratto poetico davvero alato: vale ciò che regge, ciò che sta, ciò che consiste. E già, anche il consistere: il latino sistere era una forma intensiva di stare, che possiamo sempre approssimare su un 'fermarsi, collocare'.

certo, dire che una saga consta di otto romanzi o che mi dispiace, ma il pagamento non consta, suona ricercato, alto, è quasi un esercizio di soggezione. Ma l'anima di questo verbo non è diverso da questi suoi parenti più comuni: si parla sempre di uno star fermo, insieme, presente e partecipe di una formazione, di una situazione, anche quando chiediamo quanto costa quella collana, in che consiste il gioco.

Parola pubblicata il 03 Luglio 2019

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