Depauperare

de-pau-pe-rà-re (io de-pàu-pe-ro)

Impoverire

dal latino medievale depauperare, che è dal latino pauperare impoverire, denominale di pauper povero.

Ciò che 'depauperare' denota è uguale a ciò che denota il verbo 'impoverire'. Ma cerchiamo di capire quale sia il suo valore aggiunto, la sua sfumatura, e perché è una risorsa interessante.

Siamo davanti a un termine dotto, un latinismo: appartiene a un registro alto, e appare quindi come una parola piuttosto distaccata. Mentre 'impoverire' non lo è, anzi: è un verbo che si porta dietro tanto, in termini di timore, compassione, giudizio. Quando scegliamo di usare il verbo 'depauperare', adottiamo un'ottica spassionata e lucida: infatti è una parola che troviamo facilmente in ambito storico e scientifico. Si può quindi dire che nel tal secolo una grande carestia ha depauperato fortemente una popolazione, che un certo tipo di sfruttamento agricolo depaupera il terreno, che un'innovazione tecnologica ha depauperato quartieri con un'economia fondata sull'artigianato. Addirittura, questo termine si trova usato nel gergo culinario per indicare il degradarsi di un ingrediente delicato (il frutto profumato si depaupera in poco tempo).

Difficilmente, invece, sentiremo un politico parlare ad un comizio di come la crisi abbia depauperato le persone, semplicemente perché è un termine che si presta meno bene a discorsi caldi. Rimane invece indispensabile in tutti i casi in cui il tono sia (o voglia essere) pulito e razionale.

Parola pubblicata il 02 Agosto 2015

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