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Dirazzare

di-raz-zà-re (io di-ràz-zo)

significato

Perdere le caratteristiche della propria razza; perdere i caratteri della famiglia d’origine

etimologia

derivato di razza, a sua volta dal francese antico haraz ‘allevamento di cavalli’, preceduto dal prefisso di- che indica separazione.

Il dirazzare ci svela subito una piacevole varietà di significati.

Di base descrive il tralignare rispetto a una certa razza, il perderne le caratteristiche, in bene o in male - in particolare riferimento agli animali d’allevamento: con degli attenti accoppiamenti si evita che i puledri dirazzino rispetto alla loro pregevole ascendenza, con un nuovo incrocio i cani dirazzano e diventano più sani e mansueti.

È bello come questo concetto sia stato applicato agli umani: infatti dirazziamo rispetto alla nostra famiglia, alla nostra origine - e sono i loro caratteri che vengono perduti o superati. Il giovane dirazza dal padre criminale, il rampollo della nobile famiglia non dirazza dal suo lignaggio (e infatti è borioso come i suoi familiari), l’erede avido dirazza dalla specchiata amministrazione della defunta madre.

Il dirazzare non rimane così solo un carattere genetico: abbraccia una scelta morale, acquista una dimensione culturale. La deviazione della discendenza dal ceppo della razza si fa ideale.

Parola pubblicata il 06 novembre 2016

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