Rampollo

ram-pól-lo

Germoglio; sorgente; discendente

dal latino rami pullus pollone del ramo.

Sembra una parola altisonante - e in effetti viene usata per lo più in riferimento a eredi di sangue blu, di capitani d'industria, di magnati della finanza, oppure in senso ironico, ma sempre richiamando figure del genere. Però l'immagine da cui nasce è umile: infatti il rampollo, in origine, altro non è che il pollone del ramo, cioè il nuovo germoglio. In seguito questo significato è stato esteso anche alle piccole vene d'acqua che sgorgano in superficie - quasi sbocciando; non a caso si parla di polle d'acqua.

Una parola bella, delicata e insieme vigorosa - come solo i germogli sanno essere.

Va infine notato che facilmente i significati di questa parola vengono a embricarsi con quelli di "rampante", e non solo per assonanza: nel dipingere il giovane rampollo spesso gli si attribuisce l'atteggiamento tosto, deciso e aggressivo di chi sa che cosa vuole dalla vita e come prenderselo.

Parola pubblicata il 17 Settembre 2014

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