Edito

è-di-to

Pubblicato

dal latino: edere pubblicare, composto di e fuori e dare dare.

Si tratta di una parola d'alto lignaggio: l'edizione, l'editore hanno quell'aura nobile che solo la cura della cultura può avere - in specie, la preparazione e la pubblicazione di libri e giornali -, e l'immagine solenne del consegnare fuori la rende bene.

Certo l'editoria si trova in un'epoca di passaggio: cambiano le forme, i supporti, si aprono possibilità nuove; ed anche il fascio di parole che qui trattiamo cambia con essa. Editare non significa più pubblicare, ma, dall'ambito informatico, modificare dati. In questo senso la correzione, la selezione e l'organizzazione di testi, video e altri media, diventa 'editing'. Cifra forse di una cultura meno ponderata, non figlia dell'irrevocabilità dei tratti di inchiostro sul foglio (quasi colpi di spada), ma in cui il lavoro di cesello è più dinamico, e in cui l'oggetto di cultura ha l'attitudine ad essere plasmato secondo esigenze diverse.

Parola pubblicata il 28 Dicembre 2012

Commenti