Solenne

so-lèn-ne

Maestoso, grave, che si celebra con particolare e imponente ritualità.

dal latino: sollus tutto, ogni annus anno. Che ricorre tutti gli anni.

Di questi tempi la componente rituale, nella vita umana, sta via via perdendo terreno, si arrocca su esausti riti religiosi, istituzionali - sempre meno sentiti. Così si ripiega su simulacri grotteschi costruiti coi cocci delle antiche ritualità, si ripega sulla partita della domenica, sulle uova di Pasqua. Perché il rito è fortemente radicato nell'uomo, e se non sa come esprimere questo bisogno ne vengono fuori brutture.

Ma c'era un tempo in cui la ritualità era parte integrante della vita. Si scorge, nell'origine di questa parola, la solennità dei riti legati ai cicli annuali, all'avvicendarsi delle stagioni, al corso del sole, a quel naturale e cadenzato scorrere del tempo che l'uomo non delegava a calendari e a feste artificiali, ma viveva in prima persona con riti fastosi, come comunità, raccolto davanti ai grandi fatti della natura di cui era ancora intimamente partecipe.

Parola pubblicata il 31 Luglio 2010

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