Lezioso

le-zió-so

Significato Che è caratterizzato da modi sdolcinati o vezzi stucchevoli, da una fastidiosa svenevolezza; affettato

Etimologia dal latino liciosus (o deliciosus), da deliciae ‘delizie’, ma anche ‘piaceri, seduzioni’, a sua volta da delìcere ‘allettare’, derivato di làcere ‘attirare in inganno’.

  • «Mi è parsa una risposta leziosa ed evasiva.»

Era una spia. Quella splendida, innocente, affidabile parola era al vile soldo del nemico. E il lezioso, parola squisita e molle, ci permette di smascherarla una volta per tutte.

Per capire la portata stucchevole e fastidiosa del lezioso dobbiamo partire da questo concetto che si è inserito in maniera così armonica e positiva nel nostro lessico e che però ha un passato oscuro, la delizia.
Ora, se dico che questo pasticcino è una delizia, se parlo del luogo di delizie in cui trascorro le vacanze, se parlo parlo dell’abitino delizioso che indossa mia figlia, certo non sto parlando di niente di male. Il pasticcino è molto buono, il luogo è molto piacevole, l’abitino è molto grazioso. Ma la gente antica, avvezza a campare di pagnotte di farro duro, continua a metterci in guardia: le deliciae in latino sono le seduzioni. Ancora niente di male, si dirà, la seduzione è bella — ma sappiamo che ha dei tratti di pericolo. Il delìcere è un allettare, e il làcere da cui deriva è pianamente un trarre in inganno. Probabilmente, è addirittura parente del laccio.

Siamo davanti a un inganno mondano, che prendendoci per il piacere ci lega. Sembra di vederci dentro il cipiglio patriarcale del mos maiorum, severa tradizione morale latina, che guarda torva ogni mollezza — ma comunque un grano di sale nell’osservazione c’è senz’altro.

Se la delizia si è ricomposta al di sopra di ogni sospetto, il lezioso (pur senza implicare più inganni) continua a proporci invece la spiacevolezza di un’esagerazione di delizia, che si traduce nello sdolcinato e nello stucchevole, in un’affettazione artata, patetica e svenevole. Una vera meraviglia.
Posso parlare dei saluti leziosi della conoscente che si rivolge a te come stella del cielo, della critica che viene mossa in maniera così leziosa da risultare indecifrabile, dell’atmosfera leziosa dell’albergo che vorrebbe essere elegante — ma anche della leziosa compagnia a cui ci uniamo per la serata, che è tutta uno scatarrare e imprecare.

In quanto termine che scopre un comportamento, se non proprio ingannevole, almeno artificioso, il lezioso si rivela particolarmente potente, icastico. È una parola che a dispetto della raffinatezza sa essere entrante e scomoda.

Parola pubblicata il 10 Luglio 2024