Enantiosemia

e-nan-tio-se-mì-a

Condizione di polisemia per cui una parola assume un significato opposto a quello etimologico

composto dal greco: enantios opposto e dal tema di semaino significare.

Non è raro trovare parole che possono significare il contrario di ciò che etimologicamente significherebbero; e più in generale non è raro trovare parole che possono significare allo stesso tempo qualcosa e il suo opposto. Si tratta di un tipo particolare di polisemia, cioè di condizione in cui una parola ha più significati.

Prendiamo ad esempio il classico caso di "feriale": le ferie sono i giorni di festa, ma i giorni feriali sono i giorni di lavoro. E pensiamo all'ospite, che può essere sia chi accoglie sia chi è accolto; pensiamo al tirare, che significa sia lanciare via sia avvicinare a sé; pensiamo all'affittare, che può indicare tanto il prendere quanto il dare in affitto.

Ma come è possibile che una parola viva possa indicare utilmente una cosa e il suo opposto? Lo si potrebbe interpretare come un handicap, come una patologia della parola: se lo stesso segno significasse bianco e nero sarebbe paradossale, si incastrerebbe in un controsenso. Ma le parole definiscono la realtà: ciò che tentano di fare è ritagliare un significato dal foglio del mondo reale - significato che, una volta ritagliato, presenta due facce. Una volta che è stato ritagliato il verbo "cacciare", questo naturalmente potrà indicare sia l'allontanare sia il seguire o il ficcare; una volta che si è ritagliato l'aggettivo "alto" questo potrà indicare sia il monte elevato sia il mare profondo; e spolverare un mobile e una torta è in un caso togliere, in un caso mettere della polvere.

Ce ne sarebbero tante altre, di parole enantiosemiche. Ma ciò che è rilevante è la comprensione di questo fenomeno del pensiero: quando ritagliamo un concetto ne ritagliamo anche l'opposto.

Parola pubblicata il 01 Luglio 2013

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