Flagrante

fla-gràn-te

In diritto, di reato che viene contestato nel momento in cui viene compiuto; evidente

dal latino: flagrans, participio presente di flagrare ardere - verbo da cui derivano anche parole come deflagrazione e conflagrazione.

Ciò che arde, lo fa per un periodo di tempo contenuto: pensiamo ad una fiaccola, ad una candela, ad un fiammifero. Il flagrante è ciò che sta ardendo, ciò che si sta consumando - cioè, in senso figurato, ciò che sta accadendo. Ma potremmo leggere la metafora dell'ardente come il chiaro ed evidente per eccellenza. Il pensiero vola subito all'uso giuridico di questo termine, per cui con flagranza di reato si intende la condizione di un reato che viene scoperto nel momento in cui viene compiuto: accade qui e ora, ed è palese. Si può anche cogliere in flagrante la mamma con il barattolo di marmellata aperto in mano, o sorprendere in flagranza d'effusioni il nostro ganzo clandestino con un'altra ganza clandestina. Volgendo il flagrante verso il manifesto, si può parlare perfino di una sciocchezza flagrante, o della flagranza di un astio.

Una splendida parola, di immagine incisiva. Da non confondere, come spesso accade, con fragrante: al limite si può parlare di fragranza di reato se si è in odor di rapina.

Parola pubblicata il 09 Febbraio 2014

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