Fuoriclasse

fuo-ri-clàs-se

Chi o ciò che possiede qualità eccezionali, superiori a quelle di chi compete nello stesso ambito, specie sportivo

composto di fuori e classe.

Per quanto si creda che lo sport non sia il campo più fertile per l'estetica della parola, tante espressioni nate o cresciute in ambito sportivo mostrano un'incisività e uno smalto formidabili.

Il fuoriclasse emerge nei primi decenni del Novecento: con qualche variabilità ortografica ('fuoriclasse', 'fuori classe', 'fuori-classe') c'è chi lo vuole attestato nel 1911, chi nel '21. La classe a cui si riferisce è la categoria sportiva: una suddivisione di una certa disciplina, omogenea circa certi requisiti personali degli atleti (pensiamo al peso dei pugili) o dei mezzi che usano (pensiamo alle competizioni automobilistiche). È il denominatore comune dei partecipanti a una competizione, e naturalmente solo all'interno della classe si struttura la classifica.

Ebbene, si dice fuoriclasse (aggettivo ma anche sostantivo) l'atleta, l'animale, il veicolo che per prestazioni eccezionali - pur formalmente inquadrato in una specifica classe - sembra trascenderla. È nella classe, e probabilmente sarà sempre primo in classifica, ma gli sta stretta, si pone al suo disopra, fuori. Quindi si parla di fuoriclasse del ciclismo, di cavalli fuoriclasse, dell'atleta che brilla in molte discipline ma che nel lancio del martello è un fuoriclasse.

Uscendo dallo sport il fuoriclasse si porta dietro questo patrimonio di qualità eccezionali, di performance inarrivabili che lo dipartono da qualunque concorrente. La sacher di quella pasticceria è fuoriclasse, quel pubblico ministero arranca un po' nelle indagini ma in dibattimento è un fuoriclasse, e l'ospitalità dell'amico non è sontuosa, è fuoriclasse. Senza contare che con un po' di ironia il fuoriclasse abbandona la serietà ammirata per abbracciare la simpatia dell'iperbole: la nonna piglia l'autobus al volo come una fuoriclasse dello scatto, al volante sono un fuoriclasse e parcheggio in sole venticinque manovre, e ammiccando alla bella mi rovescio il vino addosso come un vero fuoriclasse.

Sagace evocare la precisione ordinata del concetto di classe col solo obiettivo di affermare che non si attaglia al caso.

Parola pubblicata il 05 Marzo 2019

Commenti