Guazzabuglio

guaz-za-bù-glio

Miscuglio, confusione

composto di guazza, derivato dal latino: aqua, attraverso un'ipotetica forma parlata aquatia, e bollire.

L'immagine che ci racconta l'etimo di questa parola è semplice: il gran mescolone che ribolle nella pentola. È una parola simpatica, e simpatico è l'uso figurato che comunemente se ne fa, accostando una mescolanza confusa al minestrone: la commissione incaricata di una valutazione potrà essere un guazzabuglio di esperti e incompetenti d'ogni risma; un saggio poco curato potrà rivelarsi un gran guazzabuglio di idee, anche se magari buone; e rivedere dopo molto tempo una persona con cui si aveva qualcosa in sospeso ci farà scoppiare in cuore un guazzabuglio di sentimenti.

Certo non è una parola appartenente ad un registro elevato, e questo va tenuto presente; ma ha un colore piacevole e pieno che può essere sfruttato in una gran varietà di occasioni.

Parola pubblicata il 26 Gennaio 2014

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