Inchiavardare

in-chia-var-dà-re (io in-chia-vàr-do)

Fissare due o più parti di una costruzione con chiavarde; unire saldamente

da chiave, derivato del latino clàvis.

Non tutti sono in grado di riconoscere una chiavarda, quando se la trovano davanti. Ma 'inchiavardare' resta un verbo piuttosto comune.

La chiavarda altro non è che un grosso bullone; in effetti, di 'bullone' è quasi un sinonimo perfetto, anche se è usata in casi specifici (in ambito ferroviario, navale) e talvolta presenta un sistema di serraggio non a dado ma a bietta (cioè con una sorta di cuneo che attraversa l'asse della chiavarda). Inoltre, è un nome con una sonorità piena: anche il verbo 'imbullonare' potrebbe aprire le stesse possibilità semantiche, ma l''inchiavardare' ci trasmette subito una certa durezza, una certa fatica - importantissime nel comunicare la solidità di un serraggio.

Così non solo posso inchiavardare due parti di un mobile che si stanno sciancando, ma figuratamente posso parlare del malevolo vicino che nonostante i più seri acciacchi pare abbia l'anima inchiavardata al corpo, e della richiesta esplicita che mi inchiavarda alle mie responsabilità.

Una parola forzuta e di grande espressività - come tutte quelle che scaturiscono dai nomi degli strumenti di lavoro.

Parola pubblicata il 27 Marzo 2016

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