Ingaggiare

in-gag-già-re (io in-gàg-gio)

Reclutare, assoldare, assumere alle proprie dipendenze; provocare o cominciare un combattimento in maniera decisa; dare in pegno

dal francese engager, derivato di gage 'pegno', di origine germanica.

In questa parola riusciamo a leggere un intelligente spaccato di concetti stratificati.

In italiano il significato dell'ingaggiare inteso come 'dare in pegno' è del tutto desueto, ma è questa l'immagine che sta alla base dei significati successivi: sono imperniati intorno a un'obbligazione, a un contratto - che s'immaginano garantiti da un pegno. Diventa un reclutare, un assoldare (volentieri proprio in senso militare, ma anche nell'armare una nave mercantile) e si estende all'assumere come dipendente. L'amministratore non vede l'ora di presentare agli investitori chi ha ingaggiato per il progetto, la squadra di calcio ha ingaggiato molti giocatori della primavera, il musicista trova un ingaggio magari non rilevantissimo dal punto di vista artistico ma ricco. Non è un mero assumere: è un impegnare in maniera determinata, più tosto, deciso, fattivo. E qui si trova un crinale inatteso.

Perché l'ingaggiare non significa solo caricare di un impegno, ma anche sfidare con un impegno: chi con te ingaggia un combattimento non ti sta firmando un contratto, ti sta coinvolgendo in una prova, che però come l'obbligazione ha il suo costo e il suo premio. In questo ingaggiare che ci parla di un provocare uno scontro, un iniziarlo, c'è un che di cavalleresco, formale. Il concorrente arrivato in città ingaggia battaglia con le imprese radicate, durante la conferenza s'ingaggia uno scontro con l'oratore sul merito di ciò che ha affermato, e stanchi di ciò che grava su un rapporto senza che sia mai pronunciato, ingaggiamo un bel litigio.

In una sola parola abbiamo un bel carotaggio di realtà dal suono molleggiato, che è quasi il movimento di gambe della prova professionale, della prova del torneo - con pegno d'amore.

Parola pubblicata il 20 Novembre 2018

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