Intemerato

in-te-me-rà-to

Puro, onesto, incorrotto

dal latino: intemeratus inviolato, composto da in- non e dal participio passato di temerare profanare.

È una parola fine e rara, il cui uso tributa al concetto che denota - l'essere onesto, integro - un connotato aulico, di grazia profonda. L'intemerato si è conservato puro, non è stato toccato dalla corruzione o non le ha ceduto. Il nesso etimologico con la profanazione colora di sacro questa qualità, la eleva rispetto alla semplice onestà conferendole un'aura di perfezione, e fa sì che questa parola sia da usare con particolare proprietà. Anche perché non è molto conosciuta.

Può essere intemerato l'eroe da romanzo, o il leggendario pioniere dei diritti civili, o il nonno preferito: casi-limite in odore di santità. È ovviamente salvo l'uso ironico che si può fare di questa parola: potrà essere di intemerata lealtà il braccio destro del politico corrotto, il libertino potrà vantare una lussuria intemerata, e il cittadino intemerato darà fuoco ai cassonetti.

Parola pubblicata il 19 Settembre 2013

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