Liberazione

li-be-ra-zió-ne

Il liberare; sollievo; sprigionamento

dal latino liberatio, da liber libero.

Oggi questa parola viene spesso usata con un significato morale: la liberazione è il sollievo, l'eliminazione di un'oppressione che affligge. Si può pensare a un nuovo farmaco, che è una vera liberazione per chi soffriva di un dolore cronico; si può parlare della liberazione da timori e pensieri scuri grazie a un evento atteso; e si prova un senso di liberazione dopo aver detto qualcosa che da troppo tempo tenevamo per noi.

I casi in cui questa parola concretamente significhi la liberazione da vincoli e soggezioni, ci si presentano nel quotidiano piuttosto di rado, per fortuna: ma politica internazionale, cronaca e storia ne sono affollati. In particolare, dalle nostre parti, questa parola si è guadagnata la maiuscola in riferimento alla liberazione dall'occupazione nazifascista in Italia: una liberazione suprema, totale, che rovesciando dittatori e invasori ha permesso la nascita di un nuovo ordine democratico, e un nuovo sviluppo di libertà e diritti.

In chimica si parla di liberazione descrivendo la separazione di un composto da un corpo, e il formarsi di molecole come risultato di una reazione; in fisica, la liberazione di energia è il suo sprigionamento, il suo diventare disponibile. Casi speciali, che però si collocano armonicamente nel quadro dei significati di questa parola: la liberazione è una trasformazione, il venir meno di un vincolo penetrante, il dischiudersi di una possibilità diversa, di una vita nuova.

Parola pubblicata il 25 Aprile 2015

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