Linciare

lin-cià-re (io lìn-cio)

Giustiziare sommariamente a furor di popolo

dall'inglese: to lynch usare la legge di Lynch. Forse dal nome di un giudice della Virginia, Charles Lynch, che durante la rivoluzione amministrò duramente una giustizia arbitraria a fini politici, o forse dal nome di un comandante, William Lynch, che contestualmente represse i disordini con metodi extralegali.

È strano come il nome di certi loschi figuri attraversi gli oceani e i secoli rimpiattandosi in antonomasie insospettabili: così il linciaggio, amena usanza, ahinoi repressa nelle nostre contrade, deve il suo nome a trucidi autarchi della Virginia del diciottesimo secolo - e dall'applicare la legge di Lynch (che tono piratesco!) è passato ad indicare l'impiccagione smaliziata, e solo infine la giustizia fatta dal popolo furente, che sbrana il malfattore.

L'uso di questa parola, comunque, si limita allo scherzo iperbolico (ho fatto una critica e mi stavano per linciare) e alla cronaca (il rapinatore rischia il linciaggio). Non si spinge oltre. Pare proprio che l'immagine di una masnada di persone che ammazza qualcuno d'impeto non sia fertilissima, nella lingua, diamine.

Parola pubblicata il 13 Giugno 2012

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