Locupletare

lo-cu-ple-tà-re (io lo-cu-plè-to)

Arricchire

dal latino: locupletare, derivato di locuples ricco, composto di locus terra e -ples pieno. Pieno di terre.

Una parola bella e rara, che sono in pochi a conoscere e in ancor meno a usare. Locupletare significa arricchire, e denota questo significato a partire dall'immagine più atavica della ricchezza, cioè la terra; locupletato è chi o ciò che è stato munito di averi ingenti, o arricchito in senso figurato. Il rampollo della casata si ritrova locupletato senza aver mosso un dito; il ricercatore vuole locupletare il saggio prima di darlo alle stampe, e lo scrittore decide di locupletare un certo ramo narrativo con un'opera a sé stante; della frutta fresca e buona locupleta le forze dei lavoranti; e i bagordi golosi, inevitabilmente, locupletano la pancia.

La ricercatezza corposa di questa parola le impone l'alternativa di un destino aulico o di un destino ironico - e può essere per un bel discorso ciò che è il marchio per l'argento. "Sì, ma con chi la uso?" si chiederanno i più pragmatici. Il problema è che la desuetudine di una parola è un circolo vizioso: per il fatto che pochi la conoscono, anche chi la conosce non la userà - abbandonandola a fossilizzarsi negli scritti di autori morti. Belli come Gadda, ma morti. Si può tentare di spezzare il circolo od osservare serenamente il -sabi>wabi_sabi di una parola moritura.

Parola pubblicata il 28 Aprile 2014

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