Mestiere

me-stiè-re

Attività lavorativa, specie manuale; pratica; anticamente bisogno, necessità, ma anche ministero, ufficio.

dal latino ministerium 'servizio, funzione', da minister 'servo, aiutante', derivato di minor 'meno, minore'.

Sicuramente è una parola comune, e sappiamo tutti che cosa denota. Ma che differenza c'è fra professione, mestiere e lavoro? Sono spesso usati come sinonimi, ma come sappiamo nessuna parola è perfettamente sovrapponibile ai suoi sinonimi.

Il mestiere, solitamente, è inteso quale attività lavorativa manuale, pratica, tradizionalmente contrapposta all'arte. Ma l'etimologia ci presenta il mestiere quale 'ministero'. Il ministero è originariamente un ufficio, una funzione servile, qualitativamente contrapposta al magistero, che invece è la funzione del maestro (dal latino magis, il 'più'). Eppure in italiano il ministero, come è chiaro, è una funzione tutt'altro che bassa.

Certo la professione ha un'implicazione vocazionale, e certo il lavoro ha un che di generico; ma il mestiere ha tutto il sapore di un servizio non soltanto volto al guadagno personale, ma di un ufficio indispensabile al servizio della comunità. Può essere presentato come più basso e pratico, ma è ciò che regge e sostiene. Tant'è che anche nelle professioni si deve imparare il mestiere, tant'è che ci si può fidare di uno del mestiere.

In passato, addirittura, 'mestiere' era sinonimo di bisogno, necessità; e in gran parte della nostra letteratura si trova inteso proprio in questo senso.

Una parola antica, di notevolissima caratura.

Parola pubblicata il 01 Marzo 2016

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