Pacchiano

pac-chià-no

Appariscente e volgare

Incerto. La voce è sicuramente propria dei dialetti meridionali; forse deriva dal greco: pachys grosso.

È una parola molto eloquente: parla di ciò che non si compra col denaro e della sfuggente qualità del gusto.

Il pacchiano, al sud, conserva ancora un originario significato di persona del contado; si è però esteso con un significato figurato, e cioè quello del grossolano, del volgare e vistoso che vuole apparire raffinato. Il privo di gusto tende infatti a interpretare l'eleganza come sfoggio opulento, come ostentazione di ricchezza, riuscendo grottesco. Vediamo anche che il pacchiano può essere sia ciò che ha effettivamente un grande valore commerciale, sia il puro ciarpame: basta che sia rozzo.

Sarà quindi pacchiana la signora che si appropinqua al teatro curva sotto il peso della vecchia pelliccia e dei gioielli; sarà pacchiana l'automobile dorata; sarà pacchiano il coacervo di mobili costosi e larghi divani in pelle bianca fatto passare per arredamento.

Parola pubblicata il 23 Marzo 2013

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