Parresia

par-re-sì-a

Dire la verità

dal greco: parresia composto di pan tutto e rhema discorso. Dire tutto.

Nell'antica Grecia fu individuata questa virtù. Si tratta del diritto e del dovere attribuito al cittadino, e specie all'uomo pubblico, di dire tutto, di non frapporre filtri o deformazioni o censure fra ciò che pensa e ciò che dice: dire tutto, e quindi, dire la verità.

Questo non sempre è conveniente, anzi, impone rischi e quindi richiede coraggio. Rinunciare a incatenare - quindi a compiacere, ad irretire, e dover esiliare il furbesco e il desiderabile - può mettere in pericolo il proprio guadagno, la propria adulata soddisfazione, il proprio consenso e la stabilità conquistata. E questo vale tanto nel rapporto con gli altri che con sé stessi. Si tratta di una scelta che non è mai gratuita: esprimere la verità chiede sempre un costo - in amicizia, in soldi, in voti elettorali; si tratta però anche di una scelta da cui dipende la libertà.

In un mondo in cui le falsità sottili e accomodanti - di etichetta, di amor della pace, di ragion di Stato - regnano sulla società democratica, tanto chi trama quanto chi beve la menzogna è schiavo (anche chi tiene la catena è incatenato).

La parresia è una virtù civile, trasparente, luminosa, modesta e priva di cerimonie - in una parola, socratica - che purga gli ascessi della civile società.

Parola pubblicata il 31 Maggio 2012

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