Perseveranza

per-se-ve-ràn-za

Fermezza e costanza

dal latino: per a lungo severus rigoroso.

Se nella costruzione della propria storia e della propria persona, dei propri progetti e delle proprie relazioni si indulge spesso, chiudendo ben più di un occhio con fare connivente, il risultato sarà piuttosto arrangiato.

La perseveranza è la presa salda della propria etica sulle proprie azioni e sui propri pensieri - mano ferma su un timone - che non ha la smania stolta di spasmi casuali d'arrivismo, ma invece il passo sicuro di chi sa dove vuole andare - e soprattutto perché vuole tagliare quel traguardo.

Che sia perseveranza nello studio fertile di libri, discipline o strumenti musicali, nel ripulirisi dalle proprie incoerenze, nell'amare le persone, nel lavorare in maniera ottima o nell'essere il cambiamento che si vuol vedere nel mondo, non importa. Quel che importa è che il fermo rigore della perseveranza, a monte, sgorga da un giudizio forte, ponderato, lucidamente deliberato - e perciò, di immenso valore.

Parola pubblicata il 26 Dicembre 2010

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