Pistolotto

pi-sto-lòt-to

Discorso morale di ammonizione o esortazione, scritto o pronunciato; in teatro, battuta lunga che ha per scopo l'applauso

da epistola lettera.

Il pistolotto sarebbe quel bel discorsone retorico e moraleggiante di sapore rétro che vuole redarguire e bacchettare, raccomandare e spronare, che l'origine ci racconta tipico di lunghe lettere che uno si poteva veder recapitare da genitori, precettori o simili - di quelli che "ai miei tempi...!".

Di bel connotato, per questa parola, è l'uso nel gergo teatrale, secondo cui è il pezzo che il guitto o il grande attore spara per provocare l'applauso a scena aperta.

Vediamo che quindi il pistolotto ha una vena plateale: durante la cena di famiglia la suocera si produrrà in un pistolotto su come venivano educate le donne nei bei tempi andati fissando la nuora con occhi grifagni; un bel pistolotto lo farà l'Armando alla Pimpa sul fatto che bisogna mangiare le verdure (che lui da piccolo le mangiava sempre, dice); il capufficio farà a tutti un pistolotto sull'importanza di risparmiare sulla carta igienica - "due strappi soli, che un soldo risparmiato è un soldo guadagnato!".

Si vede bene che è una parola tagliente: chiamare pistolotto il discorso di Natale del Presidente della Repubblica non è proprio rispettosissimo, per esempio.

Parola pubblicata il 27 Ottobre 2012

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