Ragazzo

ra-gàz-zo

dall'arabo: raqqas portalettere.

Parola comune e semplice, che nella sua etimologia trova però una freschezza ancora superiore, rispetto al suo significato assoluto.

L'umile lavoro dell'antico portalettere, del messaggero, per cui è necessario correre molto e di buona lena, con entusiasmo e senza esser poi strapagati, pare la cifra e il paradigma del ragazzo, del lavoro del giovinetto - di grande grazia, sebbene oggi paia un poco avvilente.

Parola pubblicata il 19 Agosto 2011

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