Ragnatura

ra-gna-tù-ra

Insieme di crepe, di segni sottili che si intrecciano; porzione lisa di tessuto

derivato di ragna, giunto per aferesi dal latino arànea.

Se la ragnatela, nei suoi usi figurati, ci racconta sempre di qualche insidia nascosta, la ragnatura si concentra sulla sua figura geometrica. Chiariamo che comunque sono tutti derivati specializzati a partire dal gran termine 'ragna', che dei suoi derivati contiene (quasi) tutti i significati.

In tecnica delle costruzioni si parla di ragnatura come di un difetto o di un ammaloramento di una gettata di calcestruzzo o di un manto stradale: fenditure sottili che si incrociano in una trama rassomigliando ai fili di una ragnatela (per quanto l'effetto sulla strada sia anche accostato alla pelle di coccodrillo). Sintomo spesso di problemi profondi, e il rattoppo, per quanto abbia il pregio di essere economico, tante volte serve a poco. Inoltre la ragnatura è anche una parte di tessuto ormai lisa: le fibre logorate assottigliano e diradano il tessuto, lasciando vedere una trama di ragna tesa sulla pelle o sull'indumento portato sotto. E non solo: in un accostamento particolarmente efficace col tessuto, la ragnatura diventa anche la parte di cielo coperta da nuvole rade, sfilacciate, poco più di una nebbia filamentosa (tesa su pelle azzurra). Questi esiti di significato sono stupendi per un motivo molto preciso.

Se pensiamo alla forma della ragnatela il discorso retorico è invariabile: ah, che meraviglia, l'arte di Aracne, Madre natura è sorprendente, che bravo il ragno; ma qui si sceglie di far rilevare la povertà della ragnatela. A ben vedere è un insieme (di solito) piuttosto rado di fili, è una trama essenziale, bidimensionale, sottile, non copre, non veste. La ragnatura sull'asfalto non si fa notare come una crepa, non screpola, nemmeno ha un intreccio molto fitto; la ragnatura sul gomito mostra la miseria o l'incuranza di una stoffa impoverita; la ragnatura di nebbia al mattino sa di filo teso, e scompare alla prima luce.

Una selezione di significati non meno poetica di quelle che porgono in metafora l'abilità del ragno - e anzi, tanto pulita. Nel meno c'è il più.

Parola pubblicata il 26 Gennaio 2019

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