Resipiscente

re-si-pi-scèn-te

Che si ravvede da un errore

dal latino: resipiscere ravvedersi, propriamente riprendere i sensi.

Si tratta di voce dottissima, molto rara e strana, da trovare. È un ravvedersi che è quasi un rientrare in sé, un rinsavire che riporta sulla retta via. Avrebbe anche una bella immagine ed è molto difficilmente sostituibile, ma la rarefazione dei casi in cui si può usare la esilia nei testi normativi o del registro aulico.

Si potrebbe parlare di resipiscenza del criminale che >aiuto le forze della polizia a liberare l'ostaggio; di resipiscenza del politico che restituisce quanto rubato ritirandosi in austerità; di resipiscenza dell'amico che ha tradito ma poi corre in tuo aiuto.

Parola pubblicata il 27 Settembre 2012

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