Risacca

ri-sàc-ca

Moto di ritorno dell'onda respinta da un ostacolo

dallo spagnolo: resaca, derivato di resacar, composto di sacar tirare, togliere e re- su, indietro.

Il moto dell'onda del mare si compone di due momenti - flusso e riflusso. La risacca è il secondo: dopo che l'energia dell'onda si è infranta sull'ostacolo a riva, la massa d'acqua ritorna indietro scompostamente, trascinando con sé tutto ciò che incontra.

Parola dappoco, penseranno alcuni. Ma non è dappoco la sua immagine. Con forza irresistibile - che solleva tronchi, che travolge persone - la risacca ritorna inevitabilmente nel grembo del mare. E questa immagine invita analogie importanti.

Pensiamo al Manifesto tecnico della letteratura futurista di Marinetti: nel parlare dei sostantivi doppi, egli parla di folla-risacca. È poco più che un suggerimento, un accenno di riflessione, ma osservando meglio questa associazione se ne percepisce l'intensità: la folla è un'entità psicologica, che risucchia dentro di sé chiunque incontri, in una massa indistinta. Pensiamo alla risacca di un vizio in cui non si può non ricadere. Pensiamo alla risacca di un sentimento a cui non si può sfuggire - amore materno, passione artistica.

Una parola davvero ricca.

Parola pubblicata il 15 Giugno 2014

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