Grembo

grém-bo

Cavità fra ginocchia e petto della persona seduta; per estensione ventre, utero

dal latino: gremium, con lo stesso significato, ma propriamente, quel che si può stringere al seno.

È parola di interminata grazia e intimità, cavo di accoglienza antica, di protettività innata - coperto, poi, dall'avvolgente dolcezza delle braccia. Basta la base della comune e in amplissima parte dimenticata esperienza del grembo a dare a questa parola, a questa immagine, un potere sconfinato: che cosa è più sacro, fertile e riposto del grembo della terra che genera la primavera? Che cosa molce di più l'affanno e il timore dei giorni di appoggiare la testa in grembo a chi si ama? Quale è la promessa che il viaggio cela nel grembo teso della vela? Che cosa c'è di più delicato del reggere in grembo un fiore, un anello, le stesse sole mani - o un figlio?

A tanto arriva la parola: ricordare e ampliare ciò che è perso. Magia semplice, dappoco. Ma magia.

Parola pubblicata il 22 Ottobre 2011

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