Sandalo

Sanscrito italiano

sàn-da-lo

Albero da cui si ricavano un legno pregiato e un olio essenziale; calzatura aperta prettamente estiva; imbarcazione a fondo piatto di piccole dimensioni

dal latino sandalum, a sua volta dal greco σάνδαλον (sàndalon), a sua volta dal sanscrito चन्दन (candana) ‘albero, legno e olio del sandalo’.

Come mi succede spesso, l’ispirazione per la parola di oggi deriva dalle mie giornate (a riprova di quanto gli indianismi siano radicati nel nostro linguaggio). Passeggiando per Cagliari e guardando le vetrine dei negozi una parola ha colto la mia attenzione: sandalo. Per quanto la calzatura sia probabilmente connessa alla parola di oggi, dobbiamo però fare un’inversione e tornare un po’ indietro nella catena produttiva.

In diverse zone dell’India (e in altri luoghi dell’Oriente) cresce un albero, che in Italia siamo soliti chiamare sandalo e che si distingue in due varietà: il sandalo bianco e il sandalo rosso. Il primo è lievemente meno pregiato, dal cui legno si ricava un olio essenziale che, fino al nono secolo, veniva usato per l’imbalsamazione dei cadaveri, mentre ora è usato per la produzione di profumi e saponi (c’è stato anche un periodo in cui è stato ingrediente fondamentale in molte preparazioni medicamentose); il secondo, invece, veniva usato principalmente per la confezione di cofanetti pregiati da usarsi per conservare oggetti da profumare con l’aroma naturale del legno, come guantini e fazzoletti. Il termine deriva dal latino sandalum, che a sua volta deriverebbe dal greco σάνδαλον (sandalon) e, infine, dal sanscrito चन्दन (candana). Il termine sanscrito indica l’albero, il legno che da esso si ricava o l’olio essenziale, e nello specifico ne indica anche l’eccellenza, il pregio e l’importanza.

Ecco il perché della deviazione di prima: secondo un’ipotesi, la scarpetta che siamo abituati a vedere dovunque prenderebbe il suo nome proprio dal legno del sandalo, utilizzato originariamente anche per produrre ricche calzature femminili. I sandali son passati quindi ai piedi di vescovi e alti prelati, per poi impoverirsi e passare, composti unicamente da una suola in cuoio e da lacci per tenere questa ancorata al piede, all’abbigliamento dei frati,.

Un ultimo significato è, infine, quello di “piccola imbarcazione”. In questo caso i legami col legno del sandalo sono ancora più incerti di quelli della scarpa: il sandalo è infatti una piccola imbarcazione a fondo piatto, molto usata nella laguna veneta, e la ricostruzione della sua etimologia è molto interessante. Vi è infatti chi sostiene che sia da ricollegarsi al termine greco σανίδιον (sanìdion), e cioè “piccola asse”, per via della forma e delle dimensioni dell’imbarcazione; ma proprio per via della forma, che ricorda quella della calzatura, è impensabile che non entri in gioco anche un legame con quell’accezione del termine, sia che si tratti di un’etimologia reale, sia che si tratti di un’etimologia popolare.

Un esempio perfetto, insomma, che ci dà la possibilità, in questa torrida estate, di starcene coi piedi freschi a remare tra le distese di indianismi della nostra lingua e godere, ogni tanto, dei profumi da essi sprigionati.

Parola pubblicata il 12 Luglio 2019

Sanscrito italiano - con Mauro Aresu

Parole sanscrite entrate in italiano, parole italiane che richiamano il sanscrito: dopo il ciclo sulle figure retoriche, Mauro Aresu, giovane studente di lettere classiche, ci propone un tuffo in una delle interazioni linguistiche più fascinose, fra mode contemporanee e suggestioni primigenie.

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