Scarabocchio

sca-ra-bòc-chio

Macchia d'inchiostro fatta scrivendo; scrittura illeggibile, disegno malfatto

etimo incerto. Probabilmente da scarabotto, che è dal francese escarbot 'scarabeo'.

Lo scarabocchio tracciato con le nostre penne a sfera è diverso da quello che lasciavano le penne intinte nel calamaio - tanto che la ragione del collegamento etimologico con lo scarabeo lascia un momento perplessi.

Era infatti molto più facile che una quantità eccessiva d'inchiostro chiazzasse il foglio; e se pensiamo a una macchia nera che si allarga su una superficie ecco che subito ci compare davanti agli occhi la silhouette dello scarabeo, con un bel corpaccione e le zampe che si diramano. Perciò diventa il paradigma del segno maldestro, sia nella scrittura, sia nel disegno - non senza una nota di tenerezza. Anche se per una mera questione tecnologica lo scarabocchio diventa più un grumo di linee che una macchia.

Infatti ci si lamenta degli scarabocchi del medico sulla ricetta, e si loda il primo scarabocchio del bambino; ma si arriva anche a usare 'scarabocchio' come nomignolo tanto spregiativo quanto affettuoso (si adotta uno scarabocchio di gattino, il nipote fa la festa di compleanno con quegli scarabocchi dei suoi amici). Il che è tutt'altro che peregrino: alcuni studiosi riconoscono nel suffisso di 'scarabocchio' il modello di 'marmocchio'.

Una parola davvero dolce e colorita.

Parola pubblicata il 29 Gennaio 2017

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