Scepsi

scè-psi

Atteggiamento critico di dubbio conoscitivo, opposta al dogma

dal greco: skeptomai osservare.

Comune l'aggettivo, scettico, meno comune e conosciuto il sostantivo, scepsi - che più puramente ci descrive il concetto, e che ci può essere d'aiuto quindi anche per un uso più pieno dell'aggettivo.

Senza avventurarsi nell'empireo filosofico, la scepsi è la saggezza di chi osserva senza pronunciare un giudizio oggettivo, senza cedere alla tentazione del dogma, e ben sapendo, anzi, che sono vie impraticabili, logicamente impossibili.

Esemplificando, la scepsi è l'atteggiamento di chi, avendo visto un film, ti dirà "mi è piaciuto" piuttosto che "è bellissimo", che davanti al tuo "questi peperoni mi fanno recere" non risponderà "ma come? sono buonissimi!", e davanti a chi gli vuole spiegare chi ha ragione e chi ha torto in politica, dove è il bene e dove è il male nel mondo, risponderà pianamente col contributo di tutta la potenza della sua pur minuta ma vissuta esperienza - senza voler generalizzare, senza volerne trarre assoluti.

È insomma, quello dello scettico, l'atteggiamento dell'uomo di mondo, aperto, che magari ha molto letto, molto visto e molto viaggiato, comprendendo che il bianco può esser nero e il nero può essere bianco, e che quindi prende la vita coi piedi tanto più per terra, vivendola tanto più a fondo e senza perdere tempo a voler definire formalmente l'etica che sceglie.

Parola pubblicata il 12 Maggio 2012

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