Scotomizzare

sco-to-miz-zà-re (io sco-to-mìz-zo)

Rimuovere inconsciamente qualcosa dalla percezione e dalla memoria

da scotoma perdita della vista in una porzione di campo visivo, a sua volta dal greco: skotos buio, più il suffisso medico -oma.

Anche questa è una parola piuttosto tecnica, usata particolarmente in psicologia - ma i cui usi estensivi, mutuati dalla patologia di una parziale cecità, possono essere variamente versatili. Aprendo subito una piccola parentesi estetica, non si tratta di una parola musicale o fine - ha un taglio meccanico, freddo: dove possibile, meglio ingegnarsi ad usare direttamente "scotoma".

Ad una festa si potrà scotomizzare una persona sgradita o che conviene evitare, quasi che fosse sempre in un punto cieco delle nostre retine; si potrà obliare un impegno o una minaccia nella scotoma dell'indolenza o del timore; i difetti del figlio perfetto e le miserie del sordido quartiere felice, affogate nel nero di una scotoma, possono suppurare degenerando in una cecità totale, contorta e rinvolta su se stessi.

Da non confondere con sodomizzare, che vuol dire tutt'altro.

Parola pubblicata il 09 Settembre 2011

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