Scriteriato
scri-te-rià-to
Significato Privo di giudizio, sconsiderato; insensato
Etimologia voce dotta recuperata dal latino tardo criterium, dal greco kritḗrion ‘facoltà di giudizio’.
- «Abbiamo lasciato la gestione della faccenda in mano a uno scriteriato.»
Parola pubblicata il 29 Settembre 2026 • di Giorgio Moretti
I giochi fra parole ribaltate che non prendono affatto vie speculari sono tanto comuni quanto eloquenti. Qui, ad esempio, abbiamo un negativo che non ha positivo.
Non abbiamo un criteriato, un criterioso o simili. Abbiamo invece considerati e sconsiderati, assennati e dissennati, sensati e insensati. Ora, non che ci siano sempre ragioni solide come la pietra che spiegano oscillazioni del genere — giudizioso sì, ma non il contrario, scriteriato sì, ma non il contrario — ma forse questo dipende da quanto sia facile dare corpo e figura a una certa virtù, e al suo opposto.
Il criterio, a confronto di tutta questa brigata, ha un'aria meno amichevole, meno accessibile. La considerazione è cerimoniosa e premurosa, il senno è il fondamento di ogni comportamento e pensiero savio, la sensatezza ha una marca di conseguenza. Il giudizio è più complesso e articolato: valuta, confronta, distingue, mette in relazione e via e via. Negare il giudizio significa negare una porzione enorme delle nostre facoltà — una persona senza giudizio può essere ignorante, scapestrata, sciocca, gretta...
Lo scriteriato si impernia su una mancanza di criterio. Ma cos'è il criterio?
Per noi il criterio è una norma adottata nell'operare una distinzione. Questo è il significato più preciso che gli diamo. Posso organizzare i libri nella libreria secondo il criterio della lingua di chi li ha scritti, o dell'epoca in cui li ha scritti; leggo i criteri con cui sarà scelta una fra centinaia di candidature; ci domandiamo il criterio per cui una soluzione è stata preferita all'altra; e non ricordiamo quale fosse il criterio di divisibilità per 7.
Il criterium, nel latino tardo, è andato forte, e già in latino aveva queste specificità di significato (lo notiamo rinvenendole ad esempio nei criteria inglesi). Prima di essere più strettamente un sistema di valutazione, però, anche il criterio è stato una facoltà; è stato molto vicino al giudizio, in effetti.
Il kritḗrion greco era la ‘facoltà di giudizio’, ma anche, più in concreto, la ‘corte di giustizia’. Niente di strano, è un derivato di kritḗs ‘giudice’, a sua volta da krínō ‘giudicare’. La pianta è quella della crisi e del critico, per intenderci, nel campo del decisivo. In ogni caso già anche il kritḗrion poteva avere il profilo di uno standard, che ci avvicina all'alveo attuale; ed è piacevolmente conseguente che fra i primi a italianizzare il criterium latino sia stato Galileo.
Il criterio, con maglie più larghe rispetto al mero principio informatore (e curiosamente, in un secondo momento, nel Settecento), si fa anche discernimento, facoltà del giusto giudizio, buon senso.
Lo scriteriato (che non prende piede prima del Novecento) vorrebbe prendere le mosse da qui; d'altro canto ha un respiro abbastanza ampio — difficile che io bolli una scelta come scriteriata intendendo precisamente che pecca in punto di norme scelte per operare distinzioni. Intendo più ampiamente che è compiuta con poco sale, senza tener conto di questo e quel fattore, di cause ed effetti prevedibili, diciamo pure in maniera stolta, senza senso dell'opportunità. Il criterio qui si fa segno eccellente di tutto questo genere di operazioni mentali, e lo scriteriato volta la gabbana del retto giudizio e si confonde nella sua assenza.
Ma delle specificità del criterio si porta dietro qualcosa: l'impressione data dallo scriteriato — rispetto al gruppo di sinonimi che dicevamo — non è di essere vagamente stolto, di considerare poco e male il contesto, ma di infilare errori di metodo e di pensiero, di mancare di principi razionali. Di non agire con criterio.
Così posso parlare delle scelte scriteriate della nuova amministrazione, che aprono fatali squarci di bilancio, della particolare passione dell'amica per tipi scriteriati che si cacciano nelle beghe più rocambolesche, di imprese scriteriate che decollano con la sola bruta forza dell'entusiasmo. La deliziosa specificità si sente.