Sterminato

ster-mi-nà-to

Immenso, che non ha confini

dal latino exterminatus, participio passato di exterminare, 'scacciare', composto a partire da ex- 'fuori' e tèrminus 'confine'.

Prima ovvia domanda: come è che l'immensità dello sterminato si collega all'annientamento dello sterminare? Forse perché è un annientamento gigantesco? No.

In latino, il verbo exterminare ha il significato proprio di 'bandire, scacciare oltre i confini'. È da questa immagine che deriva lo sterminato nel senso di 'senza confini' - qualcosa a cui non è applicabile il concetto stesso di confine, che ne resta fuori, quasi che il limite fosse ricacciato all'infinito. Invece lo sterminare resta più legato allo 'scacciare', tanto che già in latino exterminare assume il significato di 'annientare': un respingere veemente, un bandire con forza si traduce facilmente in un radicale atto violento, in una distruzione completa, in un massacro.

Ad ogni modo, lo sterminato-immenso si rivela una risorsa molto interessante. L'asprezza della prima sillaba conduce poi a un suono largo, sospeso, e rende la ruvidità aggrondata e sbigottita di una riflessione sul vasto; pone l'accento sull'assenza di un termine ad estensioni e quantità (e in questo si rivela molto simile allo 'sconfinato'): è sterminato il mare, può essere sterminata la boria del collega, e sono sterminate le ricchezze di Zio Paperone.

Parola pubblicata il 06 Giugno 2016

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