Tanghero

tàn-ghe-ro

Persona grezza, villana

etimo sconosciuto.

La completa oscurità dell'etimo non vale a confondere il significato cristallino di questa parola.

Il tanghero è l'uomo grezzo, dai modi privi di garbo e finezza - ora goffo, ora villano; si tratta di un epiteto sprezzante, chiaramente offensivo. Si può parlare del tanghero che ti prende a male parole quando gli fai notare che ha lasciato per terra la bottiglia di birra vuota; di un paio di tangheri che vociando cercano di saltare la fila alla posta; della reazione da tanghero che col senno di poi ci rimproveriamo di aver avuto.

Data la crescente diffusione del tango, va marcata bene la differenza fra tànghero e tanghèro: il tanghèro (adattamento dello spagnolo tanguero) è il ballerino di tango - e in generale tanghèro significa ciò che è relativo al tango. Insomma, quando su una locandina si legge "serata tanghera" vuol dire che si ballerà il tango, non che ci si prenderà a sgabellate. È molto curioso come nella medesima forma vengano a confluire due immagini così stridenti: da un lato il goffo screanzato, dall'altro il ballerino aggraziato e appassionato.

Parola pubblicata il 14 Giugno 2014

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