Tartassare

tar-tas-sà-re (io tar-tàs-so)

Trattare male qualcuno, con eccessiva durezza, vessare; usare qualcosa con imperizia

voce onomatopeica.

La schiettezza delle parole che hanno un'origine onomatopeica è inarrivabile - ed è meravigliosa l'idea di trarre un significato direttamente da un suono. Tartassare, comunemente, significa vessare, angariare: ti tartasso con delle mail quotidiane, ti tartasso con le tasse (nessun nesso etimologico!), ti tartasso con le mie critiche insistenti.

Anche se il significato di 'vessare' è più risalente (parliamo di attestazioni nel XVI secolo), nell'uso familiare il tartassare compare con i significati più smussati e versatili di trattare male, strapazzare con durezza - quasi sempre in senso figurato. Quindi durante la cena posso tartassare la nuova fidanzata dell'amico (che forse non mi sta troppo simpatica), e posso tartassare l'autrice del libro che non mi è piaciuto, o di cui voglio saggiare la profondità. È anche applicabile alle cose, sempre col significato di trattare malamente e con imperizia: tartasso il computer fino a renderlo quasi inutilizzabile, e tartasso la chitarra strimpellandola.

Una bella risorsa, di colore acceso, vivido, che dà un tono di simpatia a un'azione che simpatica, spesse volte, non è.

Parola pubblicata il 22 Luglio 2015

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